| 
Tutta la nostra storia è costellata di pentole,
tegami, casseruole, padelle fabbricate
con le più diverse tecniche ed i più
disparati materiali, unendo necessità e
creatività per giungere, una volta superato
l’immediato bisogno, alla perfezione
estetica ed all’estrema funzionalità.
Proprio in questo secolo, Jonathan Swift
scriveva nelle sue “Istruzioni alla servitù”
(Adelphi, Milano 1978):“Se hai una casseruola
d’argento per uso cucina, debbo
proprio consigliarti di sbatacchiarla senza
riguardo, e di tenerla sempre nera di fuliggine,
ruotarla in mezzo alla brace per farle
posto, eccetera: questo per fare onore al
tuo padrone, perché dimostra che ha sempre
la tavola imbandita”. E poco oltre:“Se il
burro quando fonde sa di metallo, è colpa
del tuo padrone, che non ti ha dotato
di una casseruola d’argento. . . ” .
La tradizione è quindi favorevole all’uso
dell’argento in cucina, perché, proprio in
questo ambito, assume caratteristiche che
lo rendono unico e non paragonabile a
nessun altro materiale. L’argento, infatti,
non è solo un metallo nobile, duttile e
malleabile, ma è anche uno dei migliori
conduttori di calore, ed ha il non trascurabile
pregio di non interagire con gli alimenti.
Questo permette una cottura a
temperatura uniforme, così da rispettare le
caratteristiche proprie di ogni ingrediente.
|